16 gennaio 2010Commenti disabilitati

Verso la fine di Wardaron II

È sempre difficile arrivare alla fine di un romanzo. Quando cominci a scrivere vedi il traguardo come un’utopia, a un certo punto però ti ritrovi a un tiro di schioppo dalla conclusione e allora cominci a pensare al fatto che, di lì a poco, dovrai separarti da qualcosa che ti ha fatto compagnia per molti mesi, la tua creatura.

Almeno questo è quello che succede a me.

Sono a pochi capitoli (non vi svelo quanti) dalla fine, il romanzo comincia a reggersi sulle sue gambe, anche se ha ancora bisogno di crescere. Quando metterò l’ultimo punto, abbandonerò le mie parole a decantare (come mi piace dire) per almeno un mese.

Perché?

Semplice: devo distaccarmi da quello che scrivo, devo dimenticare le parole che ho impresso sul foglio. Il mio romanzo deve diventare qualcosa di estraneo, devo scordare di avere trascorso molte ore sulla tastiera a digitare una frase, un periodo, un paragrafo dopo l’altro. Alla fine mi ritroverò tra le mani un estraneo o quasi.

Questo è l’unico modo per riuscire a guardare quello che ho scritto con occhio critico, riuscire a individuarne i difetti, i limiti. Arricchirlo di tanti piccoli particolari che poi costituiranno la bozza conclusiva. Un lavoro lungo e che necessita di grande concentrazione. La soddisfazione finale, però è grande.

Pochi capitoli ancora.

Stay tuned,

MM

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