29 gennaio 2010Commenti disabilitati

“Ommiodio”, un iPod gigantesco!

Il nuovo iPad di AppleCon il solito clamore, tipico di questi eventi made in USA, il 27 gennaio scorso è stato presentato il nuovo prodotto della Apple: l’iPad.

Sono un fan della mela di Cupertino, non lo nego. Ho un iMac, aborro i PC Microsoft (e la maggior parte delle cose che con la Microsoft hanno a che fare), vorrei acquistare un MacBook, ho desiderato l’iPhone (anche se l’appeal iniziale si è un po’ smorzato) ed ero molto curioso di questo nuovo prodotto che si preannunciava rivoluzionario.

Ci sono stati diversi commenti in Rete, circa la bellezza o l’utilità dell’iPad, ci sono state riflessioni più o meno profonde sul suo impatto, o meglio dell’impatto del nuovo Book Store Apple sul mercato editoriale mondiale. Licia Troisi, Sandrone Dazieri e Francesco Falconi – tra gli altri – ne parlano nei loro blog e anch’io, nel mio piccolo, volevo dire la mia a riguardo.

Il mio desiderio di possedere quest’oggetto molto grazioso – devo dire – si è esaurito in circa 24 ore. Dopo avere analizzato bene cosa poteva offrirmi e capito che, in fondo, non si tratta né più né meno che di un grosso iPod (nella versione standard) o di un grosso iPhone (nella versione 3G). Jobs lo ha presentato come una rivoluzione, un oggetto che diventerà indispensabile e che cambierà il modo in cui i concorrenti si muoveranno in quel segmento di mercato (come ha già fatto l’iPhone).

Io non riesco ancora a capire l’utilità di questo oggetto, è un mio limite, lo comprendo. Tuttavia, più lo guardo più mi sembra di avere davanti un iPhone sovrappeso. E poi non riesco a spiegarmi la ragione della mancanza di una porta USB, oggi indispensabile, secondo me, in un oggetto del genere.

L’iPad, non è altro che un e-book reader, diciamo le cose come stanno. Lentamente questi oggetti stanno prendendo campo, i produttori tentano di avviare una rivoluzione non richiesta – va be’ –, minacciano di modificare il nostro modo di leggere. Dico ‘minacciano’ perché non riesco a immaginare di trascorrere ore a guardare una luce accesa su cui scorrono delle parole. Già trascorro gran parte del tempo davanti a un monitor per svariati motivi, poi, nelle ore di relax, dovrei mettermi a fissare una lampadina piatta?
No Grazie, preferisco il libro tradizionale.

So che sono contro corrente, so che molti altri lettori/autori non vedono l’ora di mettere le mani sui nuovi (bruttissimi) e-reader, per potere portare sempre con sé migliaia, no, che dico? milioni di libri pronti per essere letti. Boh! sarò strano io, ma riesco a leggere soltanto un libro alla volta, massimo due, tre, se il terzo è un saggio.

Poi c’è il partito di quelli che dicono che si recupera spazio in casa. Ma a me i libri sugli scaffali piacciono, mi piace proprio il modo in cui si dispongono, i colori, le scritte, i loghi degli editori. Mi piace prendere un libro che non leggo da tanto e annusarlo come un cane da tartufo. Sì, lo so, sono strano (o no?!).

E poi c’è il partito di quelli che pensano alla salvaguardia dell’ambiente. Pensate a tutti gli alberi salvati grazie a questi nuovi strumenti. Certo, perché sono le cartiere che stanno distruggendo i nostri boschi, non l’urbanizzazione selvaggia… Senza contare alle montagne di rifiuti non biodegradabili (o peggio tossici) che depositeremo in qualche angolo sperduto di qualche paese del terzo mondo.

No, io non ci casco. Non sento la necessità di prendere in mano un oggetto come l’iPad o qualunque altro e-reader e lasciarmi scivolare in un gorgo tecnologico più profondo di quello dentro cui già vivo (tra computer, cellulari, Tv ecc.). Dicono che le tecnologia ci migliorano la vita e da un certo punto di vista è vero. Però ci sono aspetti che non teniamo in conto e che invece fanno sì che le tecnologie la vita ce la peggiorino: ci muoviamo meno, impieghiamo un minor numero di neuroni per far di conto, per fare due esempi.

Il fatto di muoversi meno, poi, incide su molti aspetti del nostro corpo: ingrassiamo, indeboliamo i nostri muscoli e le nostre ossa, deformiamo la nostra colonna vertebrale. Sarebbe meglio passeggiare, come facevano i pensatori greci.

Bisogna inserire nella propria vita la giusta dose di tecnologia e non dimenticare mai quella parte di noi che non possiamo mettere da parte, la nostra componente animale, selvaggia.

Infine, volevo fare una breve riflessione sul mercato editoriale. Ben vengano le nuove tecnologie, ben vengano le innovazioni. Ma non dimentichiamo mai che i libri, i giornali, le riviste, sono il frutto del lavoro di molte persone, sono il risultato di ore e ore di fatica (mentale, certo, non si sta parlando della costruzione di un ponte) per riuscire a partorire una buona pagina. Ecco, questo lavoro deve essere rispettato e tutelato. Non so che fine faranno le case editrici e i librai (secondo me, in questo momento, rischiano di meno i primi che non i secondi), so, però, che per scrivere un libro (romanzo o saggio o altro) servirà sempre un autore, così come serve per scrivere un brano musicale o per realizzare un film. Senza gli autori non ci sarebbe il frutto del loro intelletto e gli autori devono essere tutelati fornendo gli strumenti per mettere un freno alla pirateria (informatica e non) e al dilagante mal costume di scaricare dalla Rete qualcosa, qualunque cosa, per il puro gusto di possederla, per il piacere di ottenerla senza pagare, frodando chi per realizzare quel qualcosa ha investito il suo tempo o, a volte, anche il suo denaro. Non mi piace il modo in cui taluni ammiccano alla pirateria informatica, non mi piace perché si inserisce all’interno di un contesto generale di derisione delle norme in cui non si perde occasione per sminuire il valore delle regole che invece dovrebbero essere condivise e rispettate, migliorate se serve, ma mai aggirate.

In calce, volevo segnalare qualche articolo tratto dal blog “Sul Romanzo” nei quali si discute proprio del dibattito sulla piraterie e sulla diffusione degli e-book:

e-book: vantaggi e svantaggi. Regalo per Natale? – prima parte

• e-book: vantaggi e svantaggi. Regalo per Natale? – seconda parte

Io e il mio amico ebook reader: Cybook Gen 3 gold edition

Italian ebook reader: una diavoleria evitabile?

Pirateria ed editoria: che cosa sta accadendo?

Il file sharing illegale potrebbe aiutare uno scrittore emergente?

Pirateria: pro o contro?

Google Books: ricerca libri e diritti d’autore

Inoltre, segnalo sempre il portale “Liber Liber” da cui è possibile scaricare in maniera gratuita e perfettamente legale un notevole numero di testi di autori per i quali sono trascorsi i termini di sfruttamento patrimoniale dell’opera.

Stay tuned,

MM

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