Archivi per la categoria ‘Io Scrivo...’

Wardaron II, bilancio revisione – scheggia n. 10

Prima settimana di revisione del dattiloscritto del secondo libro di Wardaron.

Procede tutto bene, anche se mi sono ritrovato in mezzo a delle belle gatte da pelare. I primi capitoli erano meno buoni di quanto non mi ricordassi (segno che alla fine dei conti le settimane trascorse lontano dal romanzo mi hanno aiutato ad assumere un atteggiamento più distaccato e critico), ci sono stati interventi massicci e credo che alcuni piccoli ritocchi ci saranno anche in fase di inserimento delle correzione nel documento digitale.

Ho revisionato un primo blocco di capitoli che costituiscono le fasi iniziali della storia. Domani porterò il plico al mio giudice prediletto e attenderò con ansia il suo giudizio, le sue note, i suoi appunti. Nel frattempo, mi dedicherò alla revisione di un altro gruppo di capitoli.

Alla fine dei conti, credo che il romanzo risulterà molto piacevole, o almeno è quello che spero.

Stay tuned,

Marcello

Waradron II, inizia la revisione – scheggia n. 9

Oggi ho iniziato la revisione del secondo volume di Wardaron.

Un’intera mattinata per stampare tutte le pagine che compongono il manoscritto e due ore per rivedere appena le prime pochissime pagine. Insomma un vero delirio, ci vorranno molte settimane di lavoro per riuscire ad avere un romanzo di buon livello.

Ho deciso di effettuare un lavoro molto più accurato rispetto al primo, sono più preparato e un po’ meno ingenuo, più consapevole di cosa significa scrivere, anche se ancora ne ho di cose da imparare e di erroracci ce ne saranno anche qui, figuriamoci.

Il manoscritto è sulla mia scrivania, sembra sterminato e un po’ mi intimorisce.

Questa storia mi piace molto, amplia l’intreccio del primo libro disvelando alcune cose che erano rimaste celate tra le pieghe del racconto e gettando le basi per la prosecuzione delle vicende. I personaggi stanno crescendo e a ogni passo si trovano a fare i conti con la loro vita che cambia e con il mondo intorno a loro che inevitabilmente muta anche e soprattutto contro la loro volontà. Le forze sconosciute che sembrano tenere le fila dei loro destini si fanno sempre più sfrontate e lo scontro si fa più arduo e i risvolti più interessanti

Insomma, ci sarà da divertirsi!

Stay tuned,

MM

P.S.

Un paio di foto del manoscritto scattate con il mio cellulare.

Salotti buoni e dibattito nell’era di Internet

Da più parti si legge della rivoluzione che sta interessando il mondo della letteratura (in Italia e nel mondo) e soprattutto delle modalità in cui oggi avviene il necessario confronto tra autori; siamo completamente immersi in una melma lattiginosa e appiccicosa che chiamiamo Rete.

Nell’edizione locale on line di “Repubblica”, Marcello Benfante ha scritto un interessante articolo sulle dinamiche che si sviluppano su Internet tra gli scrittori e sul valore dei blog. Ho letto l’articolo con interesse e alla fine ho deciso di pubblicare anch’io due righe a riguardo. Non perché ritenga la mia parola superiore a quella di Benfante, quanto piuttosto per la necessità che sento di esprimermi all’interno di un dibattito che, per quanto possa sembrare auto-referenziale, in realtà coinvolge l’attività di migliaia di persone e che quindi ritengo di notevole importanza, per lo meno in quest’ambito specifico.

Io ho iniziato da poco a seguire il dibattito letterario italiano, devo essere sincero, su per giù da quando ho capito che scrivere mi piaceva molto e che le idee che stavo appuntando potevano dare origine a qualcosa di interessante (almeno per me). Allora, mi sono messo alla ricerca di luoghi virtuali in cui potere approfondire le mie conoscenze, inserirmi all’interno di un umus che potesse fare da fertilizzante per la mia crescita. Così mi sono imbattuto in tre blog che rappresentano le mie letture giornaliere da ormai molti mesi. Il primo è il blog di Loredana Lipperini, “Lipperatura“; Il secondo è quello del mio conterraneo Massimo Maugeri, “Letteratitudine” e, infine, il terzo è “Sul Romanzo“, blog con il quale, tra l’altro, collaboro attivamente da alcuni mesi. C’è poi un altro blog che leggo saltuariamente, ma che stuzzica sempre la mia curiosità: “Nazione Indiana“.

Poi ci sono i blog personali degli scrittori. Io per esempio, seguo quelli di Giuseppe Genna, di Remo Bassini e Sandrone Dazieri, oltre che  quelli di alcuni autori fantasy italiani, prima fra tutti Licia Troisi e poi Francesco Falconi. Poi trovo sempre lucidi e intelligenti gli interventi di D’andrea G.L. nel suo blog.

Insomma, di letture in Rete ne faccio e mi tengo sempre aggiornato. Per un siciliano come me, Internet rappresenta una valvola di sfogo fondamentale per non rimanere impantanato nelle maglie dell’asfittico panorama culturale isolano. Non ci sono molte occasioni d’incontro e di confronto e neppure molte occasioni di crescita. Il che si evince anche da quanto scritto da Fabio Rizzo su Rosalio e che mi sono premurato di commentare. Raggiungere i “salotti buoni” è faticoso e dispendioso, soprattutto quando non hai uno stipendio notevole che possa foraggiare i tuoi spostamenti, così ci si tuffa nel mare binario in cui 0 e 1 si trasformano in parole e dove si possono incontrare intelligenze lontane eppure molto vicine.

Il confronto è fondamentale, soprattutto nel mondo delle idee. È basilare perché senza il confronto sui temi non si può arrivare alla consapevolezza e questa è importantissima per lo sviluppo del nascituro autore e aspirante scrittore. Leggere e partecipare al dibattito (anche non attivamente, come un piccolo lurker che si aggira nel sottobosco) si rivela una delle migliori attività che si possano svolgere per arricchirsi come autore e come intellettuale. Alla fine dei conti, i miei scritti ne usciranno arricchiti e di certo limati da molte ingenuità che ci si rende conto di avere commesso solo se il confronto è su buoni livelli.

Un altro aiuto in questi termini lo danno i social network, in particolare mi riferisco a Twitter e Facebook. Grazie a essi, infatti si può rimanere in contatto quasi-diretto con gli scrittori, partecipare a discussioni tra il serio e il faceto ma che, in ogni caso, consentono di gettare le basi per un confronto, sperando che, un giorno, si possa uscire dalle proprie quattro mura. Ma sui Social network e su altri aspetti legati alla vita culturale  italiana forse scriverò qualcosa nei prossimi giorni, o forse no.

Quindi il dibattito si sta spostando verso la Rete?

Ovviamente il confronto sull’argomento è aperto.

Stay tuned,

MM

Consigli per i debuttanti autori

Da un po’ di tempo a questa parte seguo molti blog di scrittori, italiani e non, e devo ammettere che questa lettura mi sta aiutando parecchio a crescere come individuo che come autore. Soprattutto mi ha dato l’opportunità di conoscere delle persone veramente preparate e in grado, con la loro esperienza di arricchire chi ancora nel mondo dell’editoria sta muovendo i primi incerti passi.

Uno di questi autori è Sandrone Dazieri, scrittore che molti di voi conosceranno grazie anche al “gorilla” interpretato sul grande schermo da Claudio Bisio. Nel blog di Dazieri, quest’oggi è apparso un interessantissimo decalogo che mira a fare luce su alcuni dubbi che, inevitabilmente, assalgono tutti gli aspiranti “pubblicatori” (come li ha chiamati lui). Si tratta di poche risposte a semplici domande che possono aiutare a fare un po’ di chiarezza per molti che non hanno ancora un disegno chiaro di come funzioni nel nostro paese il mercato editoriale. Un mercato pieno di sciacalli pronti a chiederti anche 4.000€ per la pubblicazione di 200-300 copie che non riusciranno mai ad arrivare sugli scaffali di una libreria.

Pubblicare con un piccolo editore non significa bruciarsi, pubblicare con un ciarlatano, invece, significa condannarsi. Gli editori che richiedono un patrimonio per “consentire” di pubblicare (magari affermando che l’editing deve essere pagato a parte dall’autore oppure imponendo l’acquisto di centinaia e centinaia di copie) sono senza dubbio dei cialtroni che mirano a rimpinzare le loro casse con i soldi di uno sprovveduto che ha solo bisogno di coccolare il proprio ego. Accertatevi sempre che l’editore (per piccolo che sia) curi bene le fasi successive alla stampa del libro (presentazioni, recensioni e distribuzione nazionale, in primis), ci sono Tipografie mascherate da editore, meglio tenere gli occhi aperti.

Consultate i siti on line che parlano degli editori, soprattutto quelli dedicati agli esordienti (come per esempio Writer’s Dream, sito molto contestato ma di grande utilità), sono sempre aggiornati e ricchi di contributi.

Alcuni di voi potranno attaccare questo mio intervento, visto che io pubblico con un editore che a volte chiede contributo. Vi dico subito che sono stato contattato da talune case editrici a pagamento e ho rifiutato categoricamente. Se l’offerta di Runde Taarn non fosse stata adeguata non l’avrei mai accettata, il rischio di pubblicare con un editore piccolo e lontano dalla mia città me lo sono accollato, soltanto il tempo potrà dire se ho fatto o meno una buona scelta.

Wardaron. Libro secondo – Scheggia n.8

Lo avevo accennato, alcuni sapevano che mancava davvero poco, chi mi segue si facebook ha avuto modo di essere aggiornato quasi passo passo. Ci sono voluti circa sette mesi e tante ore di lavoro, ma finalmente la prima stesura del Libro secondo della saga di Wardaron ha visto la luce, esiste!

La revisione sarà dura, ma non ci voglio pensare adesso. Lascerò passare almeno 2-3 settimane (non resisterò di più, lo so) prima di rimettere mano al tutto e preparare la bozza da presentare all’editore, ovviamente non senza prima far leggere tutto alla persona del cui giudizio sono dipendente e di cui mi fido ciecamente, senza il suo aiuto non sarebbe neppure esistito Il destino di Eufeld.

Sono soddisfatto, so già che dovrò intervenire in almeno 2 punti e poi snidare tutti i diavoli che si annidano nei vari dettagli.

Attualmente il secondo libro di Wardaron non ha un titolo definitivo, quindi non lo svelerò. Posso dirvi che risulta un po’ più lungo del primo (dal punto di vista del numero di battute) e questo lo sapevo già, sono circa 35 capitoli. Per il resto vi lascio sui carboni ardenti.

Adesso mi godo il distacco dalla creatura, in attesa di ricominciare.

Stay tuned,

MM

Il giardino dei viandanti e “Il racconto dei due regni”

Pochi giorni fa è stato pubblicato il sito dell’associazione culturale “Il giardino dei viandanti“. Si tratta di una bella iniziativa di Alessia Calognesi che, insieme con altri, si propone di diffondere il valore dell’uguaglianza e l’incontro tra le culture.

Parlo di questo progetto per due ragioni, la prima (la più ovvia) è che ritengo molto lodevole il lavoro che si propongono di fare i fondatori del “giardino”, soprattutto in questo periodo in cui sembra che non si parli d’altro che di odio razziale, xenofobia e altre cose deprecabili. Io sono molto sensibile verso queste tematiche e ritengo che associazioni come “Il giardino dei viandanti” debbano sempre nascere, crescere e prosperare.

Veniamo alla seconda ragione che mi porta a parlare del “giardino” e dei suoi “viandanti”. Qualche giorno addietro, sono stato contattato da Alessia, la quale mi ha gentilmente chiesto se fossi disponibile a donare un mio racconto all’associazione. Sono stato molto lusingato per la richiesta e mi sono subito messo all’opera per regalare al “giardino” qualcosa di originale. Ne è venuto fuori un racconto breve al quale mi sono subito affezionato. Il titolo è Il racconto dei due regni e lo potrete leggere nelle pagine del sito dell’associazione.

Chi mi conosce e mi segue su queste pagine o su facebook, sa che non mi trovo molto a mio agio con i racconti, la mia forma prediletta è il romanzo, per tante ragioni che ho esposto in diverse occasione. Tuttavia, ogni tanto mi piace dilettarmi con un racconto e questa occasione mi è sembrata quella buona per mettere nero su bianco qualche immagine che mi girava per la mente.

Buona lettura.

Stay tuned,

MM

Verso la fine di Wardaron II

È sempre difficile arrivare alla fine di un romanzo. Quando cominci a scrivere vedi il traguardo come un’utopia, a un certo punto però ti ritrovi a un tiro di schioppo dalla conclusione e allora cominci a pensare al fatto che, di lì a poco, dovrai separarti da qualcosa che ti ha fatto compagnia per molti mesi, la tua creatura.

Almeno questo è quello che succede a me.

Sono a pochi capitoli (non vi svelo quanti) dalla fine, il romanzo comincia a reggersi sulle sue gambe, anche se ha ancora bisogno di crescere. Quando metterò l’ultimo punto, abbandonerò le mie parole a decantare (come mi piace dire) per almeno un mese.

Perché?

Semplice: devo distaccarmi da quello che scrivo, devo dimenticare le parole che ho impresso sul foglio. Il mio romanzo deve diventare qualcosa di estraneo, devo scordare di avere trascorso molte ore sulla tastiera a digitare una frase, un periodo, un paragrafo dopo l’altro. Alla fine mi ritroverò tra le mani un estraneo o quasi.

Questo è l’unico modo per riuscire a guardare quello che ho scritto con occhio critico, riuscire a individuarne i difetti, i limiti. Arricchirlo di tanti piccoli particolari che poi costituiranno la bozza conclusiva. Un lavoro lungo e che necessita di grande concentrazione. La soddisfazione finale, però è grande.

Pochi capitoli ancora.

Stay tuned,

MM

Scrivo – Scheggia n. 7

Immergo il pennino nell’inchiostro, ne sento salire l’odore dolciastro.

La pagina bianca un po’ rugosa attende di accogliere il suo sposo vestito di nero,

prima che la danza abbia inizio e dal loro amore nasca una nuova avventura le spade si incontreranno

e sarà vita, sarà paura, sarà emozioni, sarà cuore, sangue, anima, nerbi e tensione e paura e guerra e follia, sarà passione,

inevitabile bellezza o quel che vorrà essere per un solo rigo, per un momento o per un giorno o per l’eternità.

MM

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