Nuovo progetto per il sito web

Questa sera mi è balenata in mente l’idea di mettere in piedi un progetto per una ristrutturazione totale del mio sito.

Vorrei fare qualcosa di carino, magari mandando in secondo piano il blog e lasciando più spazio alle informazioni personali. Devo iniziare a elaborare il progetto e capire quale dovrà essere il risultato finale.

Questo significa riprendere in mano i miei “vecchi” manuali e spremere le meningi.

Vedremo che cosa ne verrà fuori.

Stay tuned.

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Promuovere un libro sul Web

L’ultimo articolo scritto per “Sul Romanzo“. Parlo dei social network e del loro ruolo nella realizzazione di una valida campagna di comunicazione per la promozione del proprio libro:

I social network e la promozione del vostro romanzo.

Buona lettura!

Stay tuned.

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Io e i refusi. Confessioni di una mente pericolosa

Ormai è chiaro: sono malato.

Sì, per forza. Altrimenti non si spiegherebbe come mai continuo inesorabilmente a commettere errori di battitura, sempre gli stessi e che costantemente sfuggono alle mie riletture. Sto impazzendo, vivo con l’angoscia di tirare fuori documenti completamente illeggibili per via dei refusi.

Ne faccio sempre, di continuo, anche quando scrivo appena due righe. L’errore è sempre lì che si acquatta e mi aggredisce alle spalle, quando sono più vulnerabile. Accidenti.

La mia compagna attribuisce questo problema alla fretta con la quale digito le parole sulla tastiera, alla distrazione.

Probabilmente, anzi certamente, ha ragione. Allora che fare?

Come risolvo questo problema che ormai mi mette in situazioni imbarazzanti di fronte ad amici e colleghi?

Faccio la figura del demente, non ci sono dubbi su questo. Un figura barbina che mi eviterei volentieri.

Sono condannato a rileggere quello che scrivo almeno 3 volte e non è detto che, anche così, non vengano fuori dei piccoli refusi, consonanti e vocali invertite, parole troncate, /s/ scritte in luogo di una /d/ o viceversa, /i/ al posto delle /o/ o ancora maiuscole mancanti. Insomma una vera tragedia, soprattutto per uno che  scrive!

Devo trovare un rimedio. Forse devo rallentare la velocità di digitazione delle parole, provare a incrementare la concentrazione sulla tastiera, sulle singole lettere che compongono una parola, altrimenti la situazione diventa come minimo stucchevole.

Non avete idea dei piccoli refusi che sto scovando leggendo la prima revisione del secondo libro di Wardaron, errori di una banalità disarmante, che non sono altro che frutto della foga, della premura di catturare i pensieri che fluiscono dalla testa alle dita e poi lungo il cavo USB che collega la tastiera al Mac.

Ma sono stanco, sono stufo di dovere subire rimbrotti per via di stupidi refusi di battitura. Sono stanco di dovere rileggere 3 volte anche mail di poche righe, per evitare di dovere fare una magra figura con il destinatario.

Ho bisogno di trovare un modo per liberarmi da questo male che mi attanaglia e che contamina la mia scrittura. Ho bisogno di mettere il focus sull’obiettivo e cancellare dalla mia vita i refusi: non ne posso più.

Basta distrazioni, sono stanco di avere la testa tra le nuvole mentre digito. Devo darci un taglio.

Sono aperto a ogni tipo di consiglio.

Stay tuned

P.S.

Volutamente non ho riletto questo brano, sono curioso di vedere quanti refusi salteranno fuori.

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Nasce la webzine “Sul Romanzo”

Cover Marzo 2010 webzine Sul RomanzoNe avevamo parlato nei giorni scorsi, oggi, dopo un lungo lavoro, nasce la webzineSul Romanzo – Informazione e cultura letteraria“, figlia di un lampo di inventiva incrociata, una scintilla partorita contemporaneamente da me e Morgan Palmas (ideatore del blog).

Si tratta di un progetto sperimentale che vede coinvolti i collaboratori del lit-blog “Sul Romanzo” e che nasce con l’intento di fornire una visione originale e alternativa del mondo della letteratura e dell’arte.

“Sul Romanzo”  è uno dei lit-blog più seguiti in Italia e il progetto della webzine nasce per venire incontro alla curiosità dei lettori che sempre di più desiderano gettare uno sguardo su un mondo affascinante come quello della lettura e della scrittura. Una webzine che parla sì di letteratura, ma anche di cinema e musica.

Un progetto indipendente, forse ambizioso, ma che mi auguro possa incontrare il favore dei lettori e diventare uno strumento di riflessione importante per tutti coloro che si affacceranno su questa nuova realtà.

Io ho il piacere di essere l’Art director della rivista e di avere curato, grazie al fondamentale contributo di Annalisa Castronovo, la veste grafica e l’impaginazione della rivista. Abbiamo pensato a qualcosa di fresco, giovane e accattivante e spero che il risultato complessivo sia di vostro gradimento.

Sono molto orgoglioso del lavoro fatto e spero che riusciremo a donarvi a ogni appuntamento qualcosa di piacevole e originale.

Stay tuned

P.S.

Questa mattina, anche BooksBlog ha parlato di noi.

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Senza pudore e senza vergogna

Ero indeciso se affrontare o meno la questione. Ero indeciso perché, alla fine dei conti, in questi giorni la Rete sta brulicando di messaggi indignati riguardo a quel pasticciaccio brutto delle liste elettorali.

Alla fine ho deciso di dire la mia, non perché penso che la mia opinione possa valere più di mille altre, quanto piuttosto perché credo che valga tanto quanto le altre.

I sentimenti che mi caratterizzano in questo momento sono di incredulo sconcerto. Credevo che esistesse un limite all’indecenza, ma ho dovuto riconsiderare la mia prospettiva sul lecito e sull’illecito, sul fattibile e sull’infattibile, sul decente e l’indecente, sul normale e sull’anormale.

Questo è un paese che sta andando a rotoli, e non per via della crisi economica o perché non siamo competitivi sul piano internazionale (forse sarebbe meglio dire che contiamo meno del due di mazze quando la briscola è a coppe) o per un mercato del lavoro asfittico o per le enormi sacche di povertà che sempre più gente accolgono. Siamo un paese allo sbando perché non abbiamo più il benché minimo senso della misura, non abbiamo rispetto per le regole, non abbiamo rispetto per gli altri, siano essi nostri concittadini o immigrati (e poco importa ad alcuni se si tratta di clandestini o meno). Se penso ai partigiani morti per la difesa della Nazione e delle libertà, all’impegno di esimi personaggi che hanno dato vita alla nostra Carta costituzionale (una delle più moderne e meglio scritte del mondo) e alla maniera becera con la quale loschi personaggi stanno calpestando quelle vite e quel lavoro e tutti noi, non posso che avere un conato di vomito e provare una profonda vergogna nei confronti di questi soggetti che si fregiano del titolo di Onorevole, benché le loro becere azioni di Onorevole non abbiano proprio nulla.

Dove sta l’onore se sistematicamente si modificano le regole per venire incontro a esigenze contingenti? dove sta l’onore se si calpestano i deboli e si aprono le porte ai potenti? dove sta l’onore quando ogni regola viene elusa facendo appello alla legge del più forte? dove sta l’onore quando l’uguaglianza viene data alle fiamme e si cede il passo al clientelismo più sfrenato? dove sta l’onore, mi chiedo, quando si antepone l’interesse personale davanti alle esigenze di un intero Paese? dove sta l’onore se non c’è vergogna per i propri misfatti?

Io sono stato escluso da un concorso perché avevo omesso di apporre una firma a un curriculum. A nulla è valso il ricorso, nessun decreto, nessuna legge approvata nel giro di una notte, nessun aiuto, niente di niente se non un pugno di mosche. Le liste del PDL dovevano essere escluse dalle elezioni perché gli individui che dovevano consegnare le firme raccolte sono stati degli INETTI. Doveva essere escluso perché a nessun cittadino è concessa una deroga se consegna in ritardo una domanda per la partecipazione a un concorso, a nessuno viene concesso una deroga se scade la rata del mutuo o se ritarda a pagare le tasse o se arriva al seggio elettorale dopo la chiusura delle urne perché quel giorno ha deciso di andare al mare invece di pendere parte al voto. Qui non si tratta di destra o di sinistra, non c’entrano il PDL o il PD o l’IDV o chi più ne ha più ne metta, qui si tratta di UGUAGLIANZA, qui si tratta di RISPETTO.

L’atto del Governo Berlusconi è un atto di violenza (l’ennesimo) perpetrato ai danni di un intero popolo, un popolo che però, non capisco come, rimane inebetito e immobile a guardare mentre le più basilari norme della convivenza vengono infangate, calpestate, umiliate, sotterrate. Mentre le marionette dell’opposizione danzano al ritmo del pifferaio di Arcore.

La decenza, in Italia, è morta. Non c’è più pudore e non c’è vergogna.

Questa è una vera disgrazia per tutti noi, perché questa è la tomba della nostra democrazia.

Mi verrebbero in mente parallelismi che non voglio alimentare. Credo che la mancanza di polso del Presidente Giorgio Napolitano, in questa occasione, tuttavia, verrà ricordata dalla storia come un atto di viltà che poco si sposa con la funzione di Garante della Costituzione a cui egli è preposto.

Mestamente,

cittadino Marcello Marinisi

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Alice in Wonderland

Proprio nel giorno della sua uscita nelle sale sono andato a vedere Alice in Wonderland di Tim Burton.

Ero molto ansioso di andare al cinema, ho seguito tutte le fasi di realizzazione sin dai primi momenti, informandomi costantemente sullo stato di avanzamento delle riprese, curioso di ammirare quello che si preannunciava come l’ennesimo capolavoro del regista di Batman; e capolavoro è stato.

La mano di Tim Burton è estremamente visibile in tutto il film, dalle ambientazioni ai personaggi. La mistura tra il potere immaginifico di Lewis Carroll (al secolo Charles Lutwidge Dodgson) e la mente visionaria di Burton dona al film un carattere forte, originale e soprattutto coinvolgente.

Il cast è di buon livello, la presenza di Johnny Depp è una ciliegina sulla torta e la sua interpretazione del Cappellaio Matto è, come sempre, esemplare. Brave anche Mia Wasikowska, che interpreta Alice, Helena Bonham Carter, nel ruolo della Regina Rossa (la Regina di Cuori) e Anne Hathaway, interprete della Regina Bianca.

Inutile discutere della trama. Tim Burton pesca a piene mani in Alice nel Paese delle meraviglie e nel successivo Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò e ne ricava una storia ricca, in grado di far volare la fantasia e di restituire le sensazioni che si provano affrontando la lettura dei due romanzi. Il racconto di Carroll è una pietra miliare della letteratura fantastica, i personaggi sono intriganti, mai banali e intrisi della forza che pervade tutta la narrazione di Alice. Tim Burton è riuscito a trasportare quella stessa forza nei suoi personaggi e a immergere gli attori in quell’atmosfera che tanto abbiamo amato leggendo l’opera di Carroll.

Bisogna rendere atto a questo Alice in Wonderland di essere riuscito a omaggiare l’opera di Lewis Carroll senza tradurre o adattare il testo al linguaggio filmico, ma piuttosto ricavando dalla storia qualcosa di nuovo, un sequel ideale di cui sono molto grado al regista americano e che è stato in grado di donarmi 108 min. di emozioni.

L’unica critica che posso muovere a questo film è relativa alla qualità del 3D. Dopo l’eperienza di Avatar, Alice in Wonderland risulta poco curato nel suo aspetto tridimensionale e la resa complessiva della visione, soprattutto nei minuti iniziali, ne risente notevolmente.

Voto: ★★★★☆

Stay tuned

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Il blocco dello scrittore. Esimi consigli

Margaret Atwood, stimata scrittrice canadese, più volte in odore di Nobel, ha pubblicato qualche settimana fa nel suo blog un decalogo pratico e veloce nel quale suggerisce le possibili strategie per uscire dal famigerato blocco dello scrittore. “Il Sole24Ore” prima e “Books Blog” poi hanno ripreso l’articolo della Atwood, il primo, tra l’altro, arricchendo il tutto con i contributi di alcuni noti autori nostrani che hanno voluto dire la loro su questo argomento di fronte al quale, prima o poi, un po’ tutti si trovano a sbattere la testa.

Le dieci dritte della Atwood sono molto carine e di certo possono aiutare a liberarsi da quella impasse che coglie in certi momenti in cui proseguire la storia che si sta scrivendo diventa farraginoso. Di certo, il “blocco dello scrittore” è una vera carogna. Un furfante che si annida nelle pieghe della narrazione e che, quando meno te lo aspetti, salta fuori per colpirti alle spalle e smontare quel che resta delle tue certezze, mandando in confusione tutto il racconto.

Questo è un modo di vedere la cosa.

Poi ci sono altri, e io sono tra questi, che ritengono che il cosiddetto “blocco” non sia necessariamente un male; che non si tratti insomma di un ostacolo, quanto piuttosto di un valido amico che ti soccorre e ti avverte che qualcosa non va, che quello che stai scrivendo non sta filando liscio come dovrebbe, che ci sono dei nodi nella storia che necessitano di un supplemento di riflessione. Il “blocco” altro non è che un consigliere, la nostra coscienza, una vocina che dal profondo guarda al nostro lavoro con occhi più distaccati e che getta luce sugli anfratti oscuri che noi, di primo acchito, non riusciamo a vedere, perché troppo coinvolti con le vicende di cui stiamo narrando.

Ogni romanzo, per potere procedere con fluidità, ha bisogno di una buona pianificazione. Al di là dell’idea iniziale, è fondamentale schematizzare l’intera struttura, in modo tale da avere una visione sinottica di tutta la vicenda, con tutti i possibili intrecci e sviluppi. Come suggerisce Terry Brooks in A volte la magia funziona:

«leggere, leggere, leggere.

Schematizzare, schematizzare schematizzare.

Scrivere, scrivere, scrivere.

Daccapo».

Queste sono le regole fondamentali che uno scrittore, o aspirante tale, dovrebbe seguire per ottenere il massimo dei risultati.

Io, fino a oggi, non ho mai avuto il “blocco” in fase di stesura del romanzo. Sono solito schematizzare tutto il romanzo, prima di gettarmi a capofitto nella scrittura vera e propria. Realizzare lo scheletro del romanzo, la suddivisione in capitoli e la descrizione sommaria di ciò che avviene in ognuno di essi mi aiuta ad avere una visione totale dell’opera e intervenire direttamente lì dove ritengo che le connessioni siano più deboli. Posso elaborare meglio l’intreccio e definire dettagliatamente la fabula. Alla fine dei conti mi ritrovo con una vera e propria mappa che segna la direzione di massima del mio percorso verso la conclusione del romanzo. Ovviamente non mi precludo uscite fuori strada, deviazioni improvvise dettate dallo svolgimento concreto della vicenda sotto le mia dita, il dattiloscritto può prendere direzioni inattese e stupefacenti, ma questo non toglie valore alla pianificazione iniziale che, in ogni caso, mi aiuta ad avere sempre chiara la mia meta.

Certo, non nego che ci potranno essere momenti in cui anche lo schema più dettagliato si rivelerà inutile e infruttuoso. Sono ancora agli inizi. Ma credo che un buon metodo possa sempre essere d’aiuto, se non altro, per costruire le fondamenta di qualcosa che poi, potrebbe diventare rivelarsi inaspettato.

Stay tuned

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Io e il giardinaggio

E fu così che mi sono dato al giardinaggio.

Già, proprio al giardinaggio.

Niente di che, non mi sono messo a potere tutte le piante del giardino. Mi sono limitato a piantare un alberello: un giovane esemplare, di circa 4 anni, di Ficus benjamina, salvato da una morte certa.

Non so se riuscirà a sopravvivere ai vandali che popolano il condominio in cui vivo (purtroppo ce ne sono alcuni che sembrano peggio degli Unni), però mi sento bene ad avere piantato questo giovane alberello e spero di poterlo rivedere negli anni e potere dire: «questo l’ho piantato io», con uno sguardo orgoglioso e una nota di soddisfazione nella voce. Sarebbe bello.

Il piccoletto è alto circa 30cm, ma è robusto e sembra in salute.

Che sensazione appagante!

Magari più in là pubblico anche una foto.

Stay tuned.

P.S.

Ho in progetto di costruire uno sgabello; sarà un’esperienza esilarante, lo so già.

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Dalla mia libreria
Note e Colophon

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